Trichiana, Passo San Boldo e la strada dei 100 giorni

Passo San Boldo e la strada dei 100 giorni

 

La strada che conduce al passo San Boldo (valico che mette in comunicazione i due versanti delle prealpi Bellunesi centrali, ovvero la Valmareno, in provincia di Treviso, e la Valbelluna) ha una notevole importanza storica. Il percorso originario risalirebbe all’epoca romana ed era affiancato da torri di vedetta (restano i ruderi di una di età bizantina). Fu fondamentale nei collegamenti tra il Trevigiano e la Valbelluna: oltre a pastori, mercanti e pellegrini, era percorsa dagli zattieri, i conduttori di zattere che riscendevano il Piave dal Bellunese e dal Cadore per poi tornare via terra.
Nel corso dell’Ottocento nacque l’idea della costruzione di un nuovo percorso più agevole. I lavori cominciarono solo nel 1914, soprattutto con l’intento di dare occupazione al gran numero di emigranti rientrati dai territori dell’impero germanico e austroungarico, ma l’infrastruttura fu ultimata dal genio militare austriaco (dopo l’invasione seguita alla rotta di Caporetto) per esigenze strategiche; fu un’impresa memorabile poiché l’opera, con lo scavo di cinque gallerie, si concluse in tempi brevissimi (tra il 1 febbraio e l’1 giugno 1918): da qui il soprannome “strada dei 100 giorni”.

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